Ore 07e45
Ok, ho preparato tutto: tenda, sacco a pelo, sacche, materassino e impermeabile sono già sulla bici. Il
cestino davanti (pensavo fosse un pessimo acquisto, invece ne sono davvero contento) è pronto e lo riempio con una maglietta, pantaloni corti
del pigiama, un paio di bocser elasticizzati rossi (molto natalizi), un paio di calzini, deodorante, spazzolino, dentifricio, macchina fotografica.
Nel marsupio i 2 telefoni, l'aipod, documenti, soldi, taccuino e matita. Asciugamano e berretto nella sacca posteriore sinistra, cartina nella
destra, ma so a memoria il percorso e non dovrei averne bisogno. Incastrati fuori dal cestino gli occhiali, da vero tamarro, ma in discesa sono
indispensabili (dopo il 19esimo insetto ne sono sicuro...). Parto. A Forlì la lingua mi raschia contro il manubrio e fatico a respirare: magia della bassa padana. Mi fermo a prendere un casco perchè in discesa non sono un granchè e se muoio se la prenderanno tutti con me che non ho voluto il casco. Mi pare stupido pagare 60 euro per una cosa la cui unica funzione è salvarmi la vita... Mha... Ore 11e52 del. Del... Che giorno è oggi? Bo. E' lunedì. Sono a Premilcuore. Ho capito perchè lo chiamano così: per arrivarci mi sono bastati 6 attacchi cardiaci. Sto sul distrutto andante, ho ucciso una gran quantità di insetti usando soprattutto gli occhi, ma la salita non è dura, l'unico problema è che non finisce mai... TM 3h 11' 19'' DST 52, 76 km media: 16,5 km/ora ho trovato un po' di discesa (che ne so... 600 metri?) massima: 42,6 km/ora (quel po' di discesa era molto ripida...) Tortelli burro e salvia, panna cotta ai frutti di bosco, acqua, un quarto di vino rosso ( che porta bene). Spero. Secondo la mappa mancano 18 km al valico e 25 circa al passo del muraglione. Chiedo a un tipo quanto manca al valico e mi dice che saranno un 15 chilometri. Mha... Nessuno mi insegue, vediamo come me la cavo. Sono sfinito, spero di recuperare fermandomi un po' qui. Non posso bere perchè altrimenti sudo anche se non fa caldissimo. Non sono un bello spettacolo. Ho fatto colazione qui, mangiato un mars e bevuto un succo di pesca che però sapeva di albicocca. Il barista pare che non mi abbia visto un granchè bene, perchè mi ha versato un calicino di bianco fresco. Così. A gratis. Non mi fanno pagare il vino del pranzo e dopo aver pagato mi offrono pure un montenegro. Morale: bo... mi sono scordato perchè sono un po' ciucco. Mangio un mars e mi passa tutto. Aspetto almeno le 2 o le 2e30, poi vedo: se non fa troppo caldo riparto. Colgo l'occasione per notare quanto l'ambiente sia simile a quello che si respira ad Alfero, e raccolgo anche alcune massime di saggezza popolare che risuonano all'interno del bar: |
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"Me a ne so'... Saddam Ussein... I gni vo' da' la pena ad morte... L'ha mazè 30mila parsoni, tul vo' acontentà con 2 schiafoni?" oppure "Gattuso u par un ad
basterd chi zuga ' te chemp d'la scola. L'unca cosa è che per fermarl ut toca sparaiie" e l'ormai mitica qua in romagna: "Al vut un gelati?" "Me
se cal voi..." "Alora Enza, das dù gelato". Ottimo, siamo ancora in romagna.
14e32, prendo un paio di bottiglie d'acqua, una bottiglia di ghetoreid (non credo che serva a un cazzo, ma mi piace il sapore di arancia...).
La strada ogni tanto ha dei pezzi in ombra in cui sento quasi freddo, dopo circa 5 km mi fermo un paio di minuti in uno di questi e chiedo a 2
motociclisti quanto manca al valico: "Mha, saranno una 15ina di chilometri...". Bo, mancavano 15 km anche da premilcuore... Dopo altri 3 o 4 km
una parte di strada completamente al sole e in particolare pendenza mi cuoce, e mi fa fermare di nuovo all'ombra, in mezzo ad un falsopiano (ho
visto solo salita, e inizio ad adorare il falsopiano come una discesa). Chiedo a un tipo che sta caricando del fieno quanto manca al valico:
"Mha, saranno una quindicina di chilometri..." Bo... Qua in montagna hanno uno strano senso della distanza. La strada inizia a tirare davvero,
fin qui aveva solo scherzato.
Sono cotto, vedo cose che altri non vedono e parlo da solo a voce alta. Mi fermo di nuovo all'ombra perché non mi sento più il cuore e credo
che quella cosa che mi segue sia il mio polmone destro. C'è una famigliola che raccoglie le fragole, sono tutti blu, vestiti di bianco fino
alla vita, a torso nudo e con degli strani cappelli. Credo. Il padre viene fino da me e mi chiede come sto. Credo. "Elì, Elì, lamà sabactani"
è tutto quello che riesco a dire. Mi scuote un po' le spalle usando la funzione antiblasfemia e mi chiede se so dove mi trovo. "Sul tonale"
pare non sia la risposta giusta, perchè mi dà un'altra scecheratina. Rientro in me, raccolgo il mio polmone destro e faccio 2 chiacchiere col
tipo. "Quanto manca al valico? Badi bene a cosa risponde perchè non possono mancare 15 chilometri!" No, mancano solo 7 o 8 chilometri, e dice
che la parte più dura è questa. Mi riprendo in un paio di minuti, saluto e riparto mentre tutti in fila se ne vanno verso la macchina cantando
una canzone tipo "...2 mele o poco più..." che ora non ricordo molto bene. E' soprattutto il caldo che mi stronca, perché le gambe reggono.
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Arrivo in cima e sul valico tira un vento freddo come la morte che mi fa proprio bene, dato che sono sudato come un lottatore di sumo e tutti
i vestiti si potrebbero strizzare. metto i miei occhialetti da birro per fare i 2 km di discesa e in pochissimo sono all'incrocio con la
statale 67. Che faccio? Vado giù o su? E' presto, vado su.
Bella idea del cazzo ho avuto. La strada fa paura. Sono dovuto scendere e spingere la bici. Sono fermo in semiombra a riprendere il fiato.
Al sole +32, all'ombra 18, quindi non posso fermarmi troppo.
In certi punti ho avuto difficoltà persino a spingere la bici, ma dovrei essere
almeno a metà strada. Parlo con la bici, la consolo, le dico che non è colpa sua, che è colpa mia, e che lei è stata bravissima. Metto in
cuffia "gimondi e il cannibale" per vedere se micarico un po', ma non funziona (promemoria: avvisare Ruggeri).
Si, ero circa a metà dei 3 chilometri che mi separavano dal passo. La vale mi consiglia di fermarmi, ma è troppo freddo, e poi vedo il passo
e non voglio arrivarci a piedi, non sarebbe dignitoso nei riguardi della bici e della montagna. Salgo in sella e arrivo al Muraglione sulle mie
ruote. Una foto è d'obbligo.
Sono poco più delle 5, guardo un po' di partita nel bar lì in cima, mangio un po' e bevo, per vedere se mi passano i brividi e il vomito... Sto
bene. Si. Si, insomma... I 3 avventori sono poco probabilmente degli esseri umani, più facilmente alieni, o fantasmi. Hanno uno strano colore e
un odore peggiore del mio. E non è facile. Le uniche parole che sento dire sono il prezzo delle cose che ho consumato e le fusa di un grosso
gatto rosso che si strofina per 20 minuti contro la mia gamba sinistra, che carino.
Mi decido a ripartire, riempio le bottiglie e salgo in sella. La mia gamba sinistra è decisamente più pelosa del normale. Stronzo di un gatto
gigante.Metto il caschetto e gli occhiali e noto come un paio di camionisti mi osservino con un misto di stupore, ilarità e compassione. Forse il casco non mi sta molto
bene... Mi lancio in discesa fino a San Benedetto in Alpe, da lì in poi è tutto un saliscendi. Ma porcatroia, forlì è laggiù, cosa cazzo fai
una strada che va un po' in giù e un po' in su? Ma ti pare normale? Diobò, se devo andare giù fammi andare giù no? La gente mi guarda, inizio
davvero a pensare che il casco non mi stia bene. Mi sento dal vivo il gol dell'italia al telefono con la vale, e subito dopo un camionista mi
suona e mette
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fuori un braccio con una bandana triocolore...
Ok, pare che ci siamo. Da qui a forlì è ancora dura, i saliscendi non sarebbero
pesanti, ma il caldo e l'afa sono insostenibili. Non respiro e non riesco a rompere il fiato.
Mi fa male il culo.
Sono quasi a Castrocaro, sarebbe il caso di tenere entrambe le mani sul manubrio invece di scrivere.
Mi fa male il culo.
Ok, sono a casa. Sono vivo. Lo stesso non posso dire della bici, che emette stridii e scricchiolii molto
sospetti... In casa non respiro, devo uscire a torso nudo in cortile e camminare per un po' scalzo
nell'erba. Mi riprendo, mi lavo, mangio e vado a scaricare la bici.
TM: 8h 22' 03''
DST: 142,89 km
MEDIA: 17 km/h
MASSIMA: 55,5 km/h
E fu sera e fu mattina.
Questa mattina non ci penso nemmeno a rimettermi in sella. Mi fa male il culo (non so se si era capito...). Controllo la bici e stringo un po'
i pedali, ma il rumore diventa sempre peggiore. Cerco di partire per le colline riminesi, ma dopo 800 metri rimango con un pedale e un cuscinetto
in mano. Rimontotutto e torno a casa.
Ora è dal dottore, mi ha detto che anche per questa volta ce la farà e di non preoccuparmi, ma di non farle fare troppi sforzi.
Concludo col meccanico del distributore tamoil l'acquisto di una nuova bici, gli racconto del giro di
ieri e mi fa un altro po' di sconto... Dice che "è proprio della misura giusta...". La mia bici è più
piccola, ma dice che le mountan baic calzano meglio, ma le bici da corsa è meglio prenderle precise, tanto con l'acqua non si stringono perchè
sono già lavate.
Non ho capito se ho comprato una bici o un paio di pantaloni, ma giovedì se sono in zona la vado a
ritirare. Sono un po' in apprensione per la mia bici che è ancora sotto i ferri... Senza di lei durante le
ferie sono un po' perso...
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