Dal cielo alla terra

1808082052
Bressanone - Brixen
Sto cenando in un posto carissimo, ma non me ne frega un cazzo, perché qui lavora la ragazza più bella che io abbia mai visto nella vita. Ora dico così e faccio il birro, ma oggi me la sono vista brutta... Spero che col cibo mi passi almeno il mal di testa, tanto credo venga soprattutto dalla fame, mancanza di zuccheri e sonno. Da verona a brennero non passava più, e il treno oltre ad essere rumorosissimo era anche a temperatura polare, ho notato la pubblicità della kinder pinguì, ma non credevo le stessero anche trasportando. Se 2 ore di sosta a verona mi hanno stancato, 3 ore in quel treno mi hanno sfinito. Avevo solo delle barrette energetiche che mi hanno messo un gran bruciore, sarà che non sono abituato ai concentrati energetici? Sarà che a stomaco vuoto troppe energie non fanno bene? Sarà che le avevo prese quando facevo i giochi della gioventù alle medie? Essendo fatte di plastica, zoccoli e uranio impoverito non credevo avessero scadenza… Sceso a brennero avevo un mal di testa da vomito, un sonno da far girare la testa, freddo, fame e 56 km di ignoto davanti (almeno il tempo per oggi mi ha graziato, ma temo che domani non mi andrà altrettanto bene). Esco dalla stazione e chiedo ad un tipo da che parte devo scendere, mi fa capire che non parla un granchè bene italiano: “Svassalfelter das frughen zaffer?” “Si, ma per le 5 non so se ce la faccio…” "Ah, italiano?" "Si, bè, a dire il vero siete italiani anche voi..." Ride. "Noi non è niente!" Non c’è male, si comincia benino... I primi chilometri sono in leggera discesa, ma contro un vento così forte che mi sono dovuto mettere anche l'impermeabile e mi è toccato pedalare (cazzo sono in bici e mi tocca pedalare, chi l’avrebbe detto eh?),
ci credo che le montagne quassù sembrano tutte schegge di bomba: con ‘sto vento che le lima… Dopo un paio di chilometri la strada inizia a scendere di brutto, fa decisamente freddo e i 62 km/h di picco rendono l'idea della ripidità del tratto, mi metto la maglia pesante e l’impermeabile ma non serve a niente, mi si congelano i polmoni e le gambe. Lavori in galleria + foro = bestemmie. Mai forato in giro, dovranno darmi qualcosa in cambio per questo. Mi fermo e cambio la camera d'aria, faccio prima che a rattoppare il buco che mi ha fatto quel cazzo di chiodo di 5 cm. Smonto le sacche, smonto la ruota dietro, cavo mezzo copertone col ferretto apposito (essendo di plastica dovrei dire il plastichetto, ora che ci penso), levo la camera d'aria, metto la nuova e la sistemo perchè non si ammucchi, rimetto il copertone e gonfio. Mai cambiato una camera d'aria prima, ma come si dice: se c'è bisogno galleggi anche nella merda. Purtroppo la mia pompa da bici non basta: poca pressione. Per la precisione non sviluppa pressione neanche per gonfiare un gavettone (però assomiglia ad un grazioso coniglietto, quindi la terrò comunque con me). 18 metri più giù c'è un meccanico di bici che mi mette entrambe le gomme in pressione solo a gesti. Che culo. Vipiteno è molto carina, ma rischio di fare tardi e tiro dritto. Le indicazioni della guida non servono ad un emerito cazzo e se non era per dei passanti finivo sul passo del Giovo (o “pazo tel Ciofo” come lo chiamano qua, presumo in lingua ladina). E magari era meglio, visto che dopo vipiteno sono finito in mezzo alle vacche, nel nulla, senza cibo e acqua, con un mal di testa della madonna e senza copertura di rete: la vodafone è tutta intorno a te solo quando è pronta a incluarti,
quando ne hai bisogno invece si fa bellamente i cazzi suoi. Dopo 8 km nei boschi scendo dal mezzo, mi sdraio fra il prato e le nuvole rassegnato alla morte e chiudo gli occhi senza pensare a niente. Dopo 3 minuti (o 45? bo...) sento un rumore e riapro gli occhi, mi appare sopra una signora bionda e boccoluta in tenuta da ciclista. "Sei l'angelo della Bianchi?" "Wafen das greden zughen?" No, non è un angelo, a meno che non sia quello dello yogurt vipiteno. Mi tiro su. "Eh?" "Raghen munzen swassal!" Mi alzo completamente, mi gira la testa e ho la nausea, mi indica una lingua d'asfalto che da lì appare larga come uno spaghetto. "Quella è la pista ciclabile? Mmm... Radweg?" Si, mi fa capire che è quella, poi sale sulla sua specialized e sparisce nel bosco scuotendo la testa. Non so se ci sia una via per arrivare allo spaghetto, ma la cosa migliore mi pare riempirmi lo stomaco spremendo l’ultimo miele residuo e scendere dritto per dritto attraverso il bosco. Sbuco urlando dal bosco di traverso a 4 austriaci con le sacche e li spavento a morte prima di sfrangermi al lasco contro la siepe di una casa. Olè. Siamo di nuovo in strada. Fra Sterzing (o come cazzo si chiama, che qua tutti i posti hanno almeno 2 nomi, comprese le strade...) e Brixen la pista sale e scende. Soprattutto scende, ma devo ricordarmi di scrivere al tipo della guida perchè i "brevi strappi e saliscendi piacevoli" alle volte toccano il 23% ACCIDENDI A LUI! Dopo circa 90 minuti di questi "piacevoli saliscendi" (dei quali buona parte fatti a piedi e con non poco sforzo) mi trovo alle porte di Bressanone - Brixen (mi sto abituando alla doppia nomia, vista la situazione) e mi sorge il dubbio che il mio albergo mi abbia dimenticato, dato che sono ormai le settemmezza, di me non hanno nessuna traccia e dopo che gli ho fatto il vaglia non mi hanno più cagato neanche di striscio.
Chiamo e mi rispondono in tedesco, non capisco una mazza ma azzardo una frase che dovrebbe andare bene in tutte le occasioni: "Keine gegestande aus dem fenster verfen!" "EH?" Pare che quassù non abbiano molto senso dell'umorismo, perché mi mandano affanculo in ladino (almeno credo). Comunque è tutto a posto, è a 75 cm dalla ciclabile e lo trovo facilmente. E capisco anche perchè lo pago 74 euro... Cazzo pare l'excelsior, è grande come un quartiere e mi ci sono perso due volte: prima di trovare la camera da letto sono finito nella piscina, in sala da pranzo e in biblioteca, dove ho trovato il professor Plum col candeliere, ho scoperto le carte centrali e ho vinto un cluedo nuovo. Ho chiesto ad un tipo da che parte dovevo andare e mi ha detto "Prenti Viliam strasse, qvuanto arifi in fonto cira a sinistrha e trofi le skale" "Danke" "Bitte". Merda è VERAMENTE UN QUARTIERE INTERO! Mi spiegano che l'hanno coperto e trasformato in albergo, e che quel corridoio era davvero una strada. Su una curva vedo un cartello "Comune di Sezze", salgo le scale e c'è una porta con la stessa scritta e degli orari. Non indago. Mi lavo, mi rassetto, perdo gli occhiali e cerco cibo. Brixen è molto carina, ma mai come la cameriera bionda di questo posto. Cerca di spiegarmi cosa sono i canederli e la trovo un po' impacciata quando cerca di mimare le parole che in italiano non le vengono e si imbarazzza: "Kaneterli zono kome polpette fatte ti pane, uofa, prezemolo, e telle kose ke qwuando si... Ekko... Si komprime e poi..." Vedo il suo imbarazzo e sorrido leggermente prima di interrompela: "Sa che mi ha convinto? Li prendo". Non mi importa se "Fiurstel zolito è ti tue tipi, ma tipo tetesco è finitto, fa pene zolo zalziccia signore?" "Si, certo, ma per cortesia mi dia del tu, che altrimenti mi imbarazzo e mi sento già abbastanza vecchio..." Sorride.
E nonostante tutti i panorami da paradiso del trekking che ho visto fino a qui, rimane la cosa più bella che io ricordi di questa giornata. I canederli sono due palle grosse come arance, inzuppati nel burro fuso e cosparsi di formaggio pesante come la ghisa. Molto buoni invero. Le salsicce sono come le nostre, ma speziate. Il vino è buono, solo troppo dolce, e non basta a sgrassarmi dai keneterli (sto imparando la lingua). Sono incredibilmente stanco per i miei standard e chiedo il caffè. Fa schifo. Torna la ragazza bionda a chiedere se voglio altro. Voglio rivederla sorridere, ma non credo di poterglielo dire, o forse si, visto quanto poco me ne frega.... "Si, vorresti sposarmi?" Finalmente sorride, ma bella fatica: è quasi costretta. "Mi spiace, non kreto ti potere" "Oh, lo so, era solo per rivederti sorridere prima di andarmene..." Sorride di nuovo e le faccio notare che "Questo era gratis..." Mi guarda. "Offre la casa". Risorride e se ne va. Non la rivedrò mai più, insieme ai soldi le lascio il mio cuoricino stempiato, tanto non mi serve. Mi addormento molto più che pesantemente, ignorando sms e chiamate, e mi sveglio alle 9 nella stessa posizione. Ero davvero sfinito evidentemente. Mi perdo, trovo la colazione a naso (nel vero senso), preparo le borse ripensando per un attimo a Maria (si chiama così), mi rendo conto di aver svuotato TUTTO il frigobar (compresa una bottiglia di succo di mela di cui proprio non riesco a ricordare il sapore) ma me ne dimentico prima di pagare. Carico la bici facendo 2 chiacchiere con un signore di varese in sedia a rotelle, e parto. La ciclabile parte davanti all'albergo (non rimpiango di aver preso al decatlon anche la maglia pesante, visto che fa un freddo porco) e non la lascio se non per un breve tratto di statale a ponte gardena. Praticamente tutta in discesa, giornata di nuovo splendida, in barba al meteo, e poco dopo le 13 sono a bozen. Albrego figo, ma meno dell'altro (eh bè...). Mi sequestrano la bici (chiusa in garage, se lo sapevo non ce la mettevo), la CI e in cambio mi danno una chiave saldata ad un blocco di ottone che pesa come l'ultimo piano della tour eifell e porta addosso segni di lotta contro una tribù di cimmeri... Mi lavo e seguo un viale dritto che mi porta in centro alla ricerca di cibo. Brezel stanchi, brutta gente.
Bolzano non mi piace e glielo faccio capire mangiando 2 piadine romagnole e 2 forst (qua hanno solo quella a quanto pare). Il barista mi porta due bicchieri, e ci metto un po’ a fargli capire che me ne basta uno. Di fianco a me 2 ragazze lottano con delle api grosse come tonni che vogliono la loro sprite (nel senso che cercano di portarsi via il barattolo). "Soffiatele via, se cercate di scacciarle a mano torneranno e vi pungeranno". Sembrano non capire. Cazzi loro, io mangio. Ad un certo punto l'invasione si accentua e si devono alzare allontanandosi. Mi guardano facendo segno con le mani "Può aiutare per favore?". Allungo un braccio, verso qualche goccia di sprite in un bicchiere vuoto e lo inclino finchè le api non ci entrano, poi lo rivolto e le chiudo dentro. Sorridono. "Danke" "Bitte" Però sto mangiando, quindi non disturbatemi più o vi morderò. "E atesso per pikkiere?" "Ah, lo volevate usare?" Se ne fanno portare un altro, finiscono la sprite e se ne vanno. Voltandosi mi vedono sollevare il bicchiere e liberare le api, non so cosa pensino, ma quelle api a me non hanno fatto niente e non vedo perchè dovrei lasciarle morire affogate nel consumismo. Faccio due passi nel parco sulla riva del fiume... Mmm... Del fiume... Non mi ricordo. Non è l'Isarco... 'Somma, faccio un giro in quel parco e torno in camera a riposarmi, tanto sono le 5 emmezza e fa un gran caldo. Alle 7e30 esco, ma è ancora caldo, e la bici è chiusa in garage. Non ho voglia di camminare fino in centro e torno in camera. Appena arrivato a Bozen ho chiesto da che parte fosse l'albergo ad un tipo che dopo aver letto il mio taccuino ha detto "Guarda, segui quella strada poi ti conviene chiedere, e chiedi di piazza Gries, che qua grazie a Dio non sono tutti tedeschi...". In albergo però sono tutti tedeschi, e fra l’altro si erano scordati di me anche loro... Esco di nuovo alle 9 circa e vado all'"Antico ristorante Abramo", dove hanno solo pizza e pesce. Pizza. Poco buona (piatto tipico del trentino, come fanno a farla cattiva? Mha…). Faccio due passi per Gries fino alla chiesa con annesso cimitero nel parco. Molto gotico. Molto fico! Ci passeggio un po' dentro e torno in camera, prima che chiamino la polizia scambiandomi per un profanatore di tombe (cosa che, ora che ci penso, non è poi così lontana dalla verità…).
L'aria è cambiata, e domani pioverà. Credo proprio che i miei 74km me li dovrò sudare. Ah già, prima che mi scordi ancora...
180808
3h06'23''
56,73km
18,2km/h (media)
62,1km/h (massima)
190808
5h35'18''
105,24km
18,8km/h (media)
105 chilometri fatti, altri 400 o 500 da fare. Molto bene.
2008081244 Mi sono alzato molto presto, perchè il tempo si metteva al brutto, e infatti stamattina la vedo male. Molto nuvoloso, fresco umido, odore d'acqua. Dopo colazione mi faccio dare un sacco da immondizia per tenere tenda e sacco a pelo, perchè asciugare quelli sarebbe un grosso, grossissimo problema. La ragazza alla recepition mi allunga un sacchetto da frizer “Fa pene qwesto?” Guardo l’insieme tenda – sacco a pelo, guardo lei e non devo dire nulla: “Ah, no, non fa pene…”. Il sacco che mi recupera fa il paio col mio chiuei: puffo anemico. Decido di non usare l'impermeabile, tanto la roba è tutta chiusa, e il sintetico che ho addosso asciuga in fretta (anzi, è anche difficile bagnarlo a dire il vero). Puzzo, e lavare la maglia non serve a niente...
[CUT], ma forse è anche di queste cose che mi devo liberare per fare chiarezza. Fatico a dormire, sono assonnato. La ciclabile è quanto di più bello ci si possa aspettare, una linea pianeggiante incastonata fra il fiume e il cielo, e un signore mantovano impiantato a Bolzano nel'69 mi fa compagnia quasi fino a Mezzocorona. Un sacco di scoiattoli lungo la strada, poiane e falchi, soprattutto gli scoiattoli mi hanno colpito, e dire che il mantovano apprezzava tanto le anatre selvatiche, che qua da noi sono dappertutto... "Han piccol vanto le perle là dove ne abbonda il mare, son tesoro fra noi perchè son rare". Ah, la saggezza... Dice che i miei conti sono sbagliati, e a quella velocità sarò a Trento prima di mezzogiorno (e grazie al cazzo, corre come un matto!) e mi spiega come funziona la coltivazione dei vigneti da quelle parti, è incredibile la cura che ci mettono, dalle mie parti li prenderebbero per matti... Il mantovano impiantato aveva quasi ragione, perchè sono a trento alle 13 circa, ma comuqnue metà del tempo previsto (o quasi), anche perchè col tipo ho fatto la media dei 32... Mangio un panino sotto la funevia e vado a vedere il centro poi a cercare il B&B. Niente acqua per ora, ma il tempo è molto brutto e le nuvole gonfie come un sufflè di pioggia. C'era una famiglia tedesca che mi seguiva, o io seguivo loro (a seconda)... Molto pittoreschi coi loro sandali, le megasacche impermeabili e la tenda anni 70 del peso di un cinghiale adulto. Trento sembra meglio di Bozen, quasi quasi messaggio a C., chissà che fine ha fatto. Domani si va fino ad Ala. Per ora tengo bene (grazie al cazzo: tappe corte, quasi sempre discesa a parte lunedì). Il vento soffia verso sud al mattino, verso nord dopo le 13 circa, ragion per cui cerco di viaggiare di mattina. Se non sbaglio (e probabilmente sbaglio, perchè sono in calo di zuccheri), domani c'è un tratto in salita fino a Zuane, e voglio arrivare in cima prima che il vento cambi, quindi anche domani sveglia all'alba.
1524
Devo aspettare per forza le 5 per andare al B&B, qiundi ho 2 ore di cazzeggio. Mi siedo in un bar in piazza, dopo aver individuato il B&B. E' in una zona bruttissima, fra la stazione, l'autostrada e l’accampamento dei barboni. Non mi ispira un granchè, ma devo starci solo per dormire. Il centro di Trento è davvero bello, ma non c'è molto da fare, visto che non posso lasciare i bagagli incustoditi e quindi non posso entrare da nessuna parte... Mi metto in un tavolino distante dagli umani, perchè il mio odore è rivoltante e credo sarà ricordato a lungo nelle cronache dei TG regionali. La cameriera mi dice che posso andare anche più vicino e mi sorride, ovviamente capisce che così messo mi vergogno. "Grazie, non ti preoccupare, non voglio inorridire i normali. Ho già superato il mio livello di ridicolo settimanale martedì mattina..." Ride. "Capisco..." Non so se prenderla bene... Sto un po' qui, poi magari vado a cercare via dei Muredei, quella della canzone di Groff, secondo il navigatore è a 100 metri da dove dormirò, e in effetti c'è anche una scuola. Delle volte ho come l'impressione che le parole siano accumulate dentro la matita, e sia io a non avere la forza di tirarle fuori (credo che la cameriera non torni per il conto perchè mi teme: teme pavidamente il mio odore!). "Stancamente sto qui ad aspettare, un'altra estate di belle speranze, e di belle di bianco vestite davanti ai caffè". Il bianco non va molto, e al bar ci sono solo coppie, famigliole ed un gruppo di ragazzine implumi che non se ne sono andate dalla città per le vacanze. Gente che aspetta il tram, mezzi neopanc che stanno seduti vicino alle mura a non far niente. Che giorno è oggi? E' il 2008 o il 2005?
E' mercoledì. Me lo conferma il cameriere di questo posto dove cerco di cenare. Al B&B si erano scordati di me (strano…), li ho chiamati alle 5 e ci siamo accordati per le 6. Nel frattempo ho preso aria e tutti i muscoli della parte destra collo e della schiena ora sono duri come il travertino. Almeno il collo me lo devo sistemare entro domani, visto che non riesco più a girarmi a destra e andando in bici potrebbe essere un problema, per la schiena invece posso aspettare i prossimi giorni. Per cena ho ordinato tortelli al mirtillo ripieni di cervo con burro alla menta. Sono leggerissimamente preoccupato, è vero, ma ho anche fame.
Domani Ala. Pare non siano tanti chilometri come credevo, se riesco a riposarmi potrei saltare Peschiera e andare dritto a Mantova. Vedrò. Non accuso la solitudine, vado in giro, chiedo cose, parlo con la gente, è un bel modo di essere immortale. Non la solitudine, ma un po' la noia si... Non mi fido a lasciare la bici incustodita perchè non circola bella gente (soprattutto in zona B&B, ci tengo a risottolinearlo), quindi non posso entrare in nessun posto (e dire che il museo della mummia a Bozen lo volevo vedere!) tipo musei o chiese e mi rompo le palle nelle attese. Una volta in camera lavo la maglia, lavo me e mi riposo un po'. La maglia la lavo per abitudine, tanto puzza indiscriminatamente e credo la porterò in un laboratorio di ricerca... Il bagnoschiuma è finito, quindi uso lo sciampo sia per me che per la maglia: ora ho dei peli morbidi e soffici da far invidia a un pechinese, puzzo di kiwi come un cassone del'apofruit e sono facile preda degli insetti. Tornando in centro in bici ho notato che mi fa male il culo, domani mi sa' che userò i pantaloni neri, che sono più imbottiti. I tortelli di cervo sono veramente buoni, ora aspetto lo strudel visto che non si può passare da quassù e non mangiare lo strudel appena uscito dal forno... Ho pensato molto, ho sentito c. via sms, a., b., s., cv, steve, la monica, e mi hanno fatto un effetto strano. Non mi sembravano neanche loro da tanto sono distante... [CUT] Credo che ultimamente si sia fatto troppe domande stando tanto tempo con me, domande a cui (io lo so) non ci sono risposte che possano piacergli. Sono preoccupato per loro, per tutti loro, [CUT]... E forse non dovrei. Forse dovrei preoccuparmi di me. Forse mi preoccupo di loro perchè non saprei, o avrei paura ad occuparmi di me. Forse.
Forse perchè dentro di me c'è una parte di me che crede che almeno per loro ci sia una possibilità, che almeno loro possano essere felici e realizzati, che almeno le persone a cui voglio bene non facciano la mia fine. Forse quella parte di me crede che per me non ci sia più possibilità. Ecco, è questa parte di me, una parte molto pesante a quanto pare, che devo estirpare per poter continuare a combattere, poichè questa parte di me è molto stanca, e non desidera altro che potersi arrendere e sedere una volta per tutte. Ma non posso farglielo fare. Il fatto è che anche tutte le altre parti di me sono sullo stanco andante...
La mia lotta è muta
poichè non prevede avversario
ed io perderò sempre
200808
1h56'57'' (13h56'57''?)
204, 81km
17,1 km/h media
2108081311(?)
Ala è una cittadina apparentemente inutile, schiaffata qua in mezzo per caso da una grande mano che poi l'ha spalmata un po' su questo colle come per liberarsi della buccia di un fico. L'albergo è pulito, si, ma è Urendo e (incredibile a dirsi) non si ricordavano di me. Non solo perchè pare di fare un dispetto ai proprietari, ma anche perchè qua non c'è veramente un cazzo da fare (e l'albergo mi lascia chiuso fuori dalle 3 alle 5, ma sarà da dire? Forse devono dare la mia camera ad un camionista per due ore, bo…). Ah già: ero rimasto chiuso in ascensore con la titolare. Paura! Sia per l'ascensore che per la titolare...
Le avevo chiesto la camera anche per domani, per sicurezza ma l'ho disdetta con la scusa che "tanto se non sto bene riparto in treno". Per tutta risposta mi ha detto che hanno dei cugini che fanno cappotti di legno. La simpatia dilaga, ma tanto domani me ne andrò senza attenderne l’apice. La mia parte che vuole arrendersi sta considerando il male al sedere, al piede, alla schiena, al collo, le gambe indolenzite, e i crampi, e preme per fermarsi o salire in treno ed io, per tutta risposta, ho deciso che domani arriverò a mantova via peschiera - borghetto, senza la prevista tappa a peschiera. Se la mia parte stanca vuole fermarsi, non mi rimane che sfinirla del tutto e poi distruggerla. Ho visto che se parto presto riesco a fare una 50ina di km entro pranzo senza problemi, quindi se faccio un po' di pause per non sfinirmi al limite della mobilità (dovermi fermare per i crampi potrebbe essere un problema) potrei farne un centinaio in un giorno senza problemi. In teoria 64 fino a peschiera e 47 fino a mantova. Vedremo se muoio per strada o arrivo. Si. Deciso. Oggi mi riposo più che posso, domattina parto presto e vado a mantova. Devo farmi mandare da anje il numero del B&B dove siamo stati... Ala non sarebbe neanche brutta, se la tenessero un po' bene sarebbe quasi come santarcangelo. Mi rugolo sul letto quasi tutto il restante pomeriggio, faccio streccing con grandissimo dolore, prenoto a mantova e torno in centro non senza fatica. Dato che l'osteria dove ho pranzato è l'unica aperta (dalle 19 alle 22, qua si va a letto presto...) torno a cena lì, considerando anche che ho mangiato davvero bene ed il locale è molto carino. Recupero finalmente del deodorante infasil2 e del dentifricio vero al conad vicino a quella cosa che mi ostino a chiamare albergo (come cazzo fanno ad avere le finestre solo in camera? porco cazzo, gliele apro io 2 finestre nei corridoi e nelle scale...).
Passeggio, guardo le montagne... Siamo decisamente ancora nelle alpi, e ci sono anche cime a punta prive di vegetazione, cosa che a questa quota non mi aspettavo più. Questa mattina non ho fatto altro che attraversare vigne (marzenino, se non sbaglio), me lo sarò guadagnato un quarto di rosso locale da bere con la "carne sala' bianca" e i "gnocchi di malga", no? La cameriera mi riconosce e mi dà finalmente del tu, ma non importa quanto sia carina: NON voglio importunarla come un maniaco, devo liberarmi di questa psicosi cazzo... La carne salà è proprio buona (trattasi di carne di maiale fatta macerare molti giorni con vino bianco e spezie, si mangia cruda a fette sottili o scottata, a fette più grosse. Quella di maiale, ossia la bianca, è tipica di ala), i gnocchi di malga si direbbero dei canederli schiacciati e sono altrettando buoni, le tegoline al burro sono fagiolini lessi saltati col burro e l'aglio e la polenta non ho capito con cosa sia fatta, ma è buona. Non ho fame, quindi sono sincero. Da 200 chilometri annegano tutto nel burro, quindi per sgrassarmi ordino 2 vecchia romagna senza ghiaccio. La ragazza mi guarda leggermente stupita e annuisce La tappa di domani credevo mi avrebbe messo almeno un po’ d’ansia (p.s. ma qua siamo ancora in trentino?), e credevo che forse avrei sentito sfarfallarmi dentro quella cosa che solitamente chiamo paura. Invece niente (si, siamo ancora in trentino, l'ho chiesto alla cameriera in modo discreto). Nemmeno il primo giorno, quando ho rischiato di dormire in mezzo ai monti senza cibo e acqua, ho avuto paura, nemmeno quando ai 60 all’ora ho consumato mezza ruota per non schiantarmi contro il cartello curva pericolosa. Qui c’è qualcosa che non va.
4h42'03'' (14h42'03''?)
254,27km
17,2 km/h media
Stamattina tardi, nel momento in cui ero così cotto da volermi fermare e salire in treno, nel momento in cui le gambe ed il corpo non rispondevano più ai comandi, sono riuscito a svegliare per qualche minuto quella bestia istintiva che tutti teniamo nascosta dentro, e a forza di ringhi sono arrivato in cima alla salita senza fiato, col cuore a mille e la salivazione azzerata. Mi sono dovuto fermare un po' per riprendere le normali funzioni e il corretto orizzonte visivo. Devo stare attento e controllarmi, o finirò a casa in ambulanza... Ho pensato molto, senza sapere più a cosa invero, ma ho finalmente iniziato a distaccarmi dall'inutile, e il mondo non mi disturba più. Se il mondo non mi vuole allora io non voglio lui e posso riuscire a farne a meno. Giusto? No. No, temo che nessun umano abbia abbastanza forza dentro da poter fare a meno del mondo, tanto meno io che, mio malgrado, sono sono umano. SONO SOLO UMANO, me ne devo ricordare sempre. La notte a piedi scalzi scende a vegliarmi coi suoi grandi occhi grigi, ma io non sono ancora abbastanza ubriaco per contare l'inizio di un altro giorno. E non so nemmeno se lo voglio. E' vero, a volte non solo non ho paura della morte, ma persino ne sono affascinato, come diceva james (e lo ricorderò per sempre, quella notte del falò di fine scuola in fondo al mio campo): "Non ti capisco, saresti capace di morire solo per sapere cosa succede dopo". E la cosa più grave e più magnifica al tempo stesso è che è vero. Domani arriverò a mantova nonostante l'opinione contraria del mio corpo e di quella parte di me che vuole arrendersi e che devo schiacciare. Domani vedremo chi ha ragione e chi rimane.
2208081346
Borghetto sul Mincio è sempre lei. Non fermarmi a peschiera è stata una pessima idea, ho lo stomaco chiuso dal caldo e dalla fame, ho i brividi, mi tremano le mani e non riesco nemmeno a finire la bruschetta al solito posto. Da qui a mantova (anzi, Levata), credo siano circa 30 o 35 chilometri, quindi posso prendermela comoda, tanto più che credo di essere davvero esaurito. Ad Ala la colazione non era compresa a quanto pare, e la tazza di tè senza neanche il limone mi è costata la bellezza di 3 euro. Fanculo, non credo proprio che tornerò mai in quel posto, piuttosto dormo in macchina. La strada è stata dura, mi sono perso e sono finito a salire per Zuane da dei semitornanti che ho dovuto fare a piedi perchè la gamba destra non si allungava più per i crampi, e credo mi abbiano sentito urlare fino a riva del garda, in cima però ho trovato degli ulivi ed ora posso finire il mio braccialetto. Perso nel niente privo di umanità e cartelli stradali ho deciso di girare a destra, ossia verso ovest, sperando di scendere e trovare la gardesana. Continuando con questo ragionamento alla fine sono arrivato tra bardolino e lazise, e quando ho visto il lago non ho potuto trattenere una risata: l'acqua non mi è mai sembrata così bella! Nonostante non fosse previsto che ci passassi, sono arrivato al lago, come avrei voluto 3 anni fa. Coincidenze del fato... 74 km fatti, come per arrivare a trento (mi pare, ma quasi sicuramente sbaglio per via del noto calo di zuccheri...), solo che ora fa più caldo, mi tocca pedalare sempre perchè la discesa è finita e me ne mancano più di 30 all'arrivo ed al letto.
Domani mantova - bondeno, meno chilometri, farò con calma, ma il tempo ha messo di nuovo temporali dalla mattina alla sera e stavolta credo proprio che manterrà: è da 5 giorni che mi insegue, e per quanto in fretta io possa andare, era facile intuire che mi avrebbe raggiunto. Così è, fino ad ora in fin dei conti è stato facile: mi sono perso davvero solo 2 volte ed ho rischiato di morire solo una (una emmezzo, dai), quindi un po' si dovrà movimentare il viaggio, no? Odio la pioggia, e ancora di più odio pedalare sotto la pioggia, ma c'è poco da fare. Almeno laverò il cappello, che stamattina si muoveva da solo e l’ho dovuto inseguire per il bagno e stordirlo a bastonate. Ho i brividi per la stanchezza e ogni volta che muovo una qualunque parte del corpo (comprese le palpebre) sento solo dolore. Comunque meglio di quello che mi credevo eh...
1821
Levata è un borghetto di case tipo villafranca, subito fuori mantova, non è male, è molto tranquillo, la camera è splendida ed il bagno grande e pulito (unica pecca: è in comune con un altra camera, ma ci sono solo io quindi...). TV, aria condizionata ed un letto a 2 piazze enorme, sarà 2 metri e 20 per 2 metri e 20. Un peccato starci da solo. Un peccato non fermarsi di più. Il pomeriggio è stato durissimo. Ho molta stanchezza nelle gambe e nelle braccia, la mancanza di discesa non mi ha dato tregua e anche se recupero in fretta non so quanto sarò fresco domattina. Qua fa molto caldo, come prevedibile, e domattina sono deciso a liberarmi di un po' di peso spedendo a casa l'inutile. Prima di scordarmi:
0h54'30'' (20h54'30?)
368,87 km
17,6 km/h media
114 chilometri fatti oggi, da 200 a 350 quelli da fare, di cui circa 60 domani. Probabilmente sotto la pioggia. Visto che domattina vado alle poste ne approfitto per spedire le cartoline, almeno la Simo non si lamenterà. Mi sembra di essere via da una vita, ed è quello che volevo. Ho staccato, non penso più a niente e a nessuno e non mi importa delle cose che possono o non possono succedere. Ho pensato molto, fino a sfinire il cervello, e mentre non guardava ho riempito tutto con la concentrazione per la pedalata, il viaggio e la sopravvivenza. Sto ripulendo gli ambienti, e quando sarò fermo ci sarà solo silenzio e potrò riempire di nuovo con qualcosa di nuovo. Con che cosa è da vedersi.
2308081143
Revere è un posto carino. Ho fatto colazione scarsa ed ho fame dalle 11. Dalla ciclabile che ho preso per sbaglio ho visto questo posto, sono sceso dritto per l'argine in mezzo all'erba tagliata ed ora aspetto un misto di salumi in un posto così figo che avrei paura a portarci una donna. Aprirebbero alle 12, ma a me bastano gli affettati e me li fanno subito, e me li accompagnano con un quadro di erbazzone. Già appena arrivato non dovevo avere un bell'aspetto, visto che che il cameriere mi ha chiesto subito se volevo una bottiglia d'acqua (che fra l’altro ho finito prima che arrivasse ad ordinare…). Seguendo la ciclabile da poco dopo a dove l'abbiamo presa sotto mantova a giugno, mi sono trovato a seguire la riva destra del mincio, e stavo tornando a mantova. Fortuna che ero proprio vicino ad un ponte e chiedendo ad un barbone (unica forma di vita umana che ho incontrato in tutta la mattina, e non scherzo) ho capito che dovevo attraversare e seguire l'acqua fino ad ostiglia, riattraversare e prendere la destra po' fino a stellata. E da lì andare a dormire a bondeno.
1916
Il pomeriggio è stato molto duro, più di ieri, e temo meno di domani (ah, il tempo ha messo di nuovo acqua, stavolta credo sia la volta buona) il vento e il caldo mi asciugano come un cencio al sole, e l'acqua peggiora le cose perchè è meno densa di me quindi temo mi disidrati per osmosi. Domani devo provvedere con del gatorade o i miei reni chiederanno asilo politico all’asfalto. Non ho ancora deciso il percorso, di qui passa il panaro (a quanto pare è il fiume di cui ho seguito l'argine oggi) e non ho capito se seguendone l'argine posso arrivare a ferrara più brevemente che per la strada interna. Mi fa strano non sentire più il tedesco, o l'accento tedesco, e mi fa strano che sia caldo anche la sera, ma riconosco l'aria, l'erba e la luce della sera. Qua c'è aria di casa, c'è odore di terra e acqua, e le mele hanno lasciato il posto alle pesche ed alle serre. E fra una 60ina di chilometri, passato il reno, ci sarà anche odore di piada e sangiovese. Stamattina ho azzerato per sbaglio il contachilometri quindi dovrò far di conto. Intanto i parziali di oggi (30 km più del previsto, tanto per gradire, perchè la provincia di mantova segnala le piste quando ne ha voglia... promemoria: verificare SEMPRE la direzione dell'acqua).
5h47'52''
93,61 km
16,1 km/h media
Quindi facendo le dovute somme:
26h42'22''
462,48 km
Gli orari del tramonto sono più o meno gli stessi dal brennero a casa, ma sono passati 7 giorni e qua non ci sono le montagne, quindi me ne starò su questa panchina al fresco a vedere a che ora fa buio, così da organizzarmi le ore di viaggio di domani. La cena me la danno in albergo, e per fortuna, visto che il ristorante dell'albergo è l'unico aperto qua in paese... Ci stiamo decisamente avvicinando alla romagna, qua nel bar del centro c'è un vecchietto che racconta storie di guerra e del dopoguerra, c'è anche una coppia cinese che fa l'aperitivo con gli autoctoni, cosa che mi colpisce sia perchè non capita MAI che i cinesi si mischino ai forlivesi (e non per volontà dei forlivesi), sia perchè non vedevo un cinese da lunedì mattina.
Non ho più forze per pensare, per parlare, per preoccuparmi di qualcosa, me compreso, facendo due passi credo di aver di nuovo visto il mondo come lo vedevo una volta, dall’argine del fiume, quando mi chiedevo se tutti gli uomini vedevano nello stesso modo, quando mi chiedevo se tutti i colori erano in realtà uguali. Tutto quello che vedo ora, da qui, da questo argine, è un cielo liquido che cola sulle fiamme verdi lanciate dalla terra su un mondo affumicato dalla luce serale, e più sotto grovigli di rocce e balle di sale in movimento lungo l'acqua nera. In questo silenzio gonfio di rumore, ascoltando bene, ma bene bene, riesco a sentire una voce che ripete come un mantra sempre la stessa domanda: "Hai capito ora?".
Ora il mio viaggio è finito, qui non c’è altro per me, se non il rimasuglio di un’estate che è stata solo la prova di un infinito autunno.
Domani io e giraffaella andiamo a casa.
2145
prima di essere troppo sbronzo mi voglio segnare questo:
- lingua di cinghiale ottima, sapore molto forte
- salama da sugo bollita ottima, molto speziata
- cappellacci ferraresi ottimi, misto fra cappelletti e tortelli agli amaretti
- lambrusco: TROPPO!
- ciccioli! grandi e con molta carne, molto cotti. Non mi piacciono un granchè, ma sempre ciccioli sono.
Siamo in Emilia Romagna: a momenti mi faccio schiacciare sulle strisce e ci sono un sacco di motorini truccati. Semino pelle come un lebbroso, perchè mi sono scottato.
La signora davanti a me è russa, viene dal paese, no, dalla regione di kurgan, sugli urali, e sta snocciolando un sacco di nozioni molto interessanti sulla storia delle tribù kurgan, ma sono troppo sbronzo per intervenire ed interromperla visto che a quanto ne so sta sparando cazzate...
2408081309
Argenta mi ha già fatto incazzare, ho cercato il centro per 20 minuti poi mi sono arreso. Qua i cartelli non vanno di moda pare. Mangio più decentemente possibile e riparto con calma. Non fa caldissimo per fortuna, e fino ad ora è stata una bella giornata. Prima di San Nicolò mi sono messo in scia a 4 ciclisti caciaroni che mi hanno tirato per 4 o 5 km a più dei 30 all'ora: un vantaggio piccino, ma tutto fa brodo. Ora ricordo meglio la sarata di ieri, e giuro che ho comunque un po' di vuoti... Appena arrivato, il tipo (il cameriere tuttofare) mi ha consigliato di cenare da loro (e grazie al cazzo: è l'unico posto aperto), quindi alle 8 esatte entro in sala. Il proprietario mi consiglia un primo della casa e prendo i cappellacci, prima però mi strafogo di ciccioli e ho commesso l'errore di chiedere 1/4 di rosso... Perchè? Perchè mi hanno portato 1/2 litro. Lo faccio notare al cameriere che sembra Ariel, lo guarda con le mani dietro la schiena inchinandosi appena. "No signore, è un quarto" "Ma no..." Capisco e sorrido. "E' che non lo bevo tutto..." "Non beve un quarto da solo?" "Ma non è un quarto!" "Bepi!" Arriva l'altro cameriere (Bepi) che gli si affianca, stessa posizione. "Il signore insiste che questa caraffa è da 1/2" "No, io..." "Ma non vede cosa c'è scritto?" "Gliel'ho detto, ma insiste..." Arriva il padrone che si affianca al duetto. Inizio a preoccuparmi. "Cos'è che succede qua?" Ariel: "Il signore ha chiesto 1/4 di rosso, io gliel'ho portato, ma pare non sia 1/4..." Io: "Ma non è vero, è che da solo non ..."
Boss solleva la caraffa. "E' vero, eh si, non è un quarto! Bepi, fa un salto in cucina e risolvi". Bepi prende la caraffa e segue gli altri in cucina. Non so cosa dire... 4 minuti dopo tornano con una caraffa da 1L. Stessa posizione di prima. Bepi: "Ecco il suo quarto di rosso" Io: "Grazie, ma davvero io..." Boss: "Vuole che torniamo in cucina a cambiarglielo?" Io: "NO! Grazie, un quarto va bene, grazie!" I ciccioli non li chiedo, ma quando me li riportano e sto per dire qualcosa Ariel mi guarda male e li accetto. Dopo i cappellacci e circa 1/2 di lambrusco sono in completa balia di boss, ariel e bepi. Boss: "Bepi, fai sentire un po' di riso al signore qua..." "Mah... Se vi avanza..." Bepi: "Lo dò prima a lei, vedrà che avanza..." Ringrazio. Riso all'anatra, funghi e odor di tartufo. Molto buono. Il lambrusco fa effetto. Bepi: "Ha mai assaggiato la salama da sugo bollita?" "No, mai, è molto saporita?" Boss (da lontano): "Non l'ha mai assaggiata? Bepi, porta la salama al signore, con un po' di purè" Io: "Ne vale la pena?" Bepi: "Si, è solo un assaggio, non abbia paura..." Ariel: "Il signore vuole altro dopo i cappellacci?" Io: "Credevo che la salama ed il riso..." Ariel: "No, quelli erano un assaggio, per la curiosità..." Io: "No, grazie, sono a posto..." Ariel: "Carrello dei bolliti? Subito signore!" Io: "NO, vi prego, no davvero sono a posto così..." Ma è già in cucina. Passa Boss e lo intercetto. "Scusi eh, ma il signore è andato a prendere un carrello di bolliti, ma io sono solo e..." "Ha ragione, mi scusi... Bepi! Porta anche le salse e la mostarda col bollito!" Taccio per timore ed ubriachezza, mentre boss se ne va ridendo ed arriva Bepi che mi spiega le varie salse. Ovviamente non capisco nulla, perchè ormai al posto del sangue ho del rosso frizzante e sono in completa balia di 3 pazzi assassini.
Bepi mi spiega la salsa al rafano quando arriva ariel col carrello. "Le faccio un po' di misto?" "Si, non conosco molto a parte il cotechino e..." La porzione è esagerata, basterebbe per 3 persone. "Metto anche un po' di lingua di cinghiale?" "Ma si dai, tanto ormai..." "La testina la vuole assaggiare?" Guardo bepi. "La voglio assaggiare?" Fa segno di si con la testa. "Si, la voglio assaggiare, grazie...". Boss, dopo, mi spiega che la cena è inclusa nel prezzo della camera e che anche lui è ciclista, mi spiega la strada per ferrara, faccio si con la testa come un somarello, ma col cazzo che capisco qualcosa. Di quella conversazione ricordo solo le tette di sua figlia... Stamattina mi ha rispiegato la ciclabile per ferrara, ma poi per strada un vecchietto mi ha detto che era interrotta per lavori dopo poco e finiva in mezzo alla campagna, quindi ho preferito fare la strada normale. Il primo cartello con l'indicazione per ravenna e lugo mi avrebbe quasi commosso, se fossi stato nel pieno delle mie facoltà psicoemotive. Mi fermo a pranzo ad argenta, tagliatelle e salsiccia per principio, ma niente di che, da questa parte del reno non sanno davvero di cosa parliamo... Appena passato il reno sento che siamo in Romagna, così come era a sant'alberto. C'è proprio qualcosa di diverso nell'aria, nella terra e nell'accento, il tutto in uno spazio di 30 metri. Da lavezzola è casa. Da qui potrei arrivare a casa solo seguendo l'olfatto e l'ombra di un melo. Dai Giraffaella, che si va a casa. 2 giorni fa aveva iniziato a cigolare e ho fatto un patto con lei: finchè lei avesse retto io non avrei mollato, e ci siamo portati a casa anche questa volta.
2010
Parziali di oggi:
118,23 km
6h32'46''
Quindi in totale:
33h15'08''
580,71 km
Scaricati i bagagli, messo a nanna Giraffaella, lavato. Sono pronto a trascrivere il racconto, ad aggiungere quello che ho dimenticato e a scaricare le foto, ma credo che lo farò domani...
Dopo cenerò con gli altri, ma ora devo andare un po’ riempirmi di nuovo di polvere, sangiovese e bestemmie in dialetto, quindi cammino fino in fondo a quello che entro breve (almeno spero) sarà il MIO campo per ascoltare di nuovo gli stessi suoni e gli stessi colori che c’erano prima che partissi, per vedere se qualcosa è cambiato. Il solito cielo, il solito sole, sempre diversi sui campi, prima delle cicale e dei grilli, il tramonto che mi impregna, il suono delle talpe, le foglie che ruminano l’aria stanca, l’argilla ed il fatalismo amaro e poetico della romagna che bussa da questa terra così zuppa di sudore, sangue, vino rosso e nafta e che viene da lontano, dai celti e dal paganesimo che ancora la serve e la culla. Considerando il mio albero genealogico è da qui che vengo: orfani abbandonati e servi della gleba, figli del niente e della terra, figli di quella voce che qua si può sentire sempre come un eco nelle sere da maggio ad ottobre, dal grano all’uva, la stessa voce che mi chiamava dall’argine del fiume ieri e 3 anni fa, e quando ero bambino, la stessa che all’orecchio sinistro continua impietosa a sibilarmi “Hai capito ora?”
Si, ora ho capito.